il viaggiatore e la mosca.

Un viaggiatore, almeno per definizione è colui che viaggia, non specificando che tipo di viaggio. Per esempio, un avventuriero è colui che incontra un’avventura, ma sempre con il titolo di viaggiatore lo si può definire.

il nostro buon viaggiatore, in una giornata tranquilla, con poche nuvole nel cielo e il sole già alto, decide di prendere la sua bicicletta e partire per un viaggio, pedalando. Superata la fatica iniziale è finalmente riuscito a darsi un ritmo, lasciandosi così guidare dalla vista e dall’udito.

Su e giù, a destra e sinistra, continua il suo viaggio verso la verde oasi, scappando dalla grande città, evitando i pedoni e destreggiandosi come se facesse parte della categoria tra le macchine del caos urbano, superati palazzi e piazze ed evitato incroci e semafori, per un viaggio relativamente tranquillo, accompagnato dal traffico e il suo coro sotto il nero delle nuvolette disperse dai tubi di scappamento, arriva, finalmente in un luogo dove pace e natura regnano, non molto distante dal coas ma allo stesso tempo così lontano.

Il nostro viaggiatore può tirare un sospiro di sollievo, ha raggiunto la sua meta, il volto rilassato, respira profondamente, pedala lentamente con le braccia appoggiate sul manubrio, si sta godendo la strada, lunga, un pò in pendenza, suddivisa in due corsie, una parte in cemento, una parte non. Contornata di verde, gli alberi, situati nella parte divisoria della strada, formano le colonne portanti e i soffitti di questa prima parte di strada, osservando a sinistra un vecchio palazzo con una vecchia struttura vicino.

Una macchina ancora lo insegue, obbligandolo a cambiare corsia, seccato, il nostro viaggiatore aumenta la pedalata, arrivando di fronte a un “cancello” ( in realtà era una sbarra divisoria che non prendeva nemmeno tutta la strada) passando per una “piazzetta”, si poteva accedere alla parte finale e più polverosa del percorso, gli alberi, non più al centro ma ai lati, vengono accompagnati nella scena da dei lampioni che, con la loro luce arancione, rendono il viaggio molto più piacevole. la fine della strada è bloccata e permette il ritorno alla società come il nostro viaggiatore la conosce.

Volendosi concedere un meritato riposo, decide di accamparsi su una panchina lungo la strada, messo il cavalletto e sistemato la bicicletta, il nostro caro viaggiatore una volta accomodato, tira fuori dalla sacca attaccata una bottigli d’acqua e un panino. Dopo aver bevuto due sorsi e scartato il panino, si accinge a sostentarsi.

Vostra madre vi ha mai detto : mangia con la bocca chiusa sennò entrano le mosche? al nostro caro viaggiatore questa vite nella struttura dell’educazione, manca e mentre sbrana quello che rimane del panino, come Kronos sbranò i suoi figli, una mosca intraprendente decise di seguire l’odore di putrido invece che l’istinto di sopravvivenza, fiondandosi nella bocca in mezzo alla poltiglia, solo allora, quasi involontariamente che, il nostro caro viaggiatore chiuse le sue fauci. La mosca, non potendo uscire, cominciò a sbattere sui denti, facendo rimbombare quel suo fastidioso ronzio, solo dopo averla sentita ronzare al suo interno, il nostro inerme viaggiatore decise di vomitare tutto, acqua compresa.

La mosca ha ottenuto quello che voleva, invano il nostro viaggiatore tenta di ucciderla, è troppo lento.

Pubblicato il
Categoria narrativa

Di massimo romano

da sempre sono cresciuto osservando tutto quello che potevo, ammirando e studiando sempre di più.

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