Silenzio

La città si sveglia

Suoni e odori

Prendono forma

In un’orchestra.

Sono le 6.40, involontariamente il mio cervello ordina ai miei occhi di spalancarsi, la reazione nell’istantaneo è stata una centrifuga di pesantezza e silenzio, la prima impedendo i movimenti, la seconda non è che mi invitasse più di tanto a muovermi, inglobandomi nella sua dimensione di luci colorate e l’odore del thè sul comodino di ieri sera, anice stellato e menta. Com’è anche giusto che sia a quest’orario e non avendo l’urgenza di alzarmi, non mi sono alzato, mi sono voltato, ho chiuso gli occhi e ho ascoltato.

Era un esercizio che una mia vecchia insegnante ( parlo di circa dieci anni fa) ci faceva fare in classe; tacere e scrivere tutto quello che si udiva. Il gioco del silenzio.

Alle 6.40 è perfettamente normale, vivendo lontano dal centro ( non che sia così grande la città) e vicino a un fiumiciattolo, sentire gli uccellini canticchiare la mattina e le rane gracchiare la sera, ma in particolar modo la mattina quando tutto il mondo dorme, il fruscio della piccola corrente riesce a fare capolino tra i suoni, riuscendo a ricreare, vicino a un centro urbano, l’atmosfera di essere all’interno di un bosco.

Pubblicato il
Categoria poesia

Di massimo romano

da sempre sono cresciuto osservando tutto quello che potevo, ammirando e studiando sempre di più.

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